lunedì 12 marzo 2012

BIBLE REVIEW: ANGRA - ANGELS CRY

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ANGELS CRY
ANGRA

1993
Rising Sun
Power Metal with classical
influences


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Holy Land (1996)

Tra un carnevale carioca e l'altro, i brasiliani Angra si fecero notare un ventennio fa con un demo che poco o nulla preannunciava della band. Il gruppo prende il proprio nome dalla Dea del Fuoco di una religione dell'America latina, quasi a rispecchiare gli intenti stilistici della band che Reaching Horizons, primo demo della band appunto, lascia intravvedere a malapena.Nonostante fosse estremamente crudo e poco appetibile, presentava già brani che sarebbero andati a comporre quello che sarebbe stato il debut album pochi mesi più tardi, diventando anche brani classici della band.
È così che sotto la
Rising Sun la voce squillante di André Matos e la qualità tecnica dei compagni vedono realizzare il sogno con Angels Cry, album composto di dieci pezzi, tra cui una cover.Prodotto da Charlie Bauerfeind e Sascha Paeth, l'album a differenza del demo presenta una qualità di registrazione all'avanguardia per l'epoca, mostrando linee di basso sopraffine che affiancano riff in puro stile speed-power ben missati ad una quantità spropositata di musica classica (presente in modo più vago nel demo).

L'apertura dell'opera viene lasciata ad un'introduzione strumentale che in poche note di classica (
Unfinished Allegro) ci conduce alla vera opener dell'album, un esplosivo speed power dal riffing rapido e tagliente che non lascia scampo alcuno, trascinandoci in un vorticare di note. Carry On apre egregiamente il debut album così come il demo un anno prima, il brano è stato rielaborato risultando più pulito e meno grezzo e creando giri armonici per la coppia di chitarristi e giri di basso di gran pregio (specie il solo nella seconda metà).
La melodia dell'introduzione di Time viene spezzata brutalmente dall'attacco del brano vero e proprio in un poderoso heavy power incalzante. Un brusco cambio di ritmica in presenza del bridge preannuncia un ritornello di carattere melodico ed estremamente orecchiabile.
Veloce come un treno, tagliente e folgorante, la titletrack Angels Cry riprende in apertura le note del brano precedente, chiudendo l'introduzione portandosi su ritmiche più lente e su un riff heavy. Un ritornello fugace e di nuovo in corsa lungo le note su scale rapide e sonorità che si fanno orientaleggianti.

Giro armonico melodico di fattura pregiata, introducono quella che sembra essere l'unica ballad dell'album. Stand Away, brano nel quale refrain si può udire tutta la potenza dell'ugola di Matos, riverberare nell'aria. Incanzando su un giro di basso messo in prima linea, il brano si porta rapidamente verso la fine.
Passato rapidamente il giro di boa, ci ritroviamo con un brano esotico, fresco e trascinante. Never Understand si dipinge su note calde ed avvolgenti, su di un riffing rapido e graffiante.

La cover di Kate Bush viene presentata, a differenza dal demo, in una versione molto simile all'originale, e nonostante il brano sia una cover, con Wuthering Heights Matos ci da una prova ancora una volta della propria dote canora, pur restando almeno un'ottava sotto al tono originale. Dopo un riarrangiamento da speed a original, il brano si presenta come la ballad classica che tutti conoscono, presentando un paio di riff graffianti e melodia leggiadra per il resto della durata.
Al rush finale troviamo un brano dall'attacco oscuro e serpeggiante, dato da un basso d'atmosfera. Streets of Tomorrow di li a poco si rischiara portandosi su note ben più brillanti in uno stile heavy power classico, dal refrain contaggioso.
Ampia, poderosa e trascinante, radiosa e potente, Evil Warning esplode in una serie di note mitragliate alla meglio contro l'ascoltatore, emulando l'happy metal di casa teutonica della seconda metà degli anni ottanta. Cavalcata poderosa lungo un refrain che sembra disegnato sulle note della linee vocali. Un solo di basso pregevole aumenta ancor di più il pregio della canzone.
Dopo una corsa a perdifiato chiudere con un pezzo di classe, un lento malinconico, una ballad struggente e piena d'atmosfera capitolata in due parti una delle quali strumentale, fa da sipario a questo primo capitolo degli Angra. Lasting Child è un lussuoso brano che mostra tutta l'ispirazione classica di cui i brasiliani dispongono.

Un'opera piena di talento Angels Cry, grazie a Sascha Paeth probabilmente il demo con cui gli allora giovani Angra sarebbero probabilmente rimasti un diamante grezzo ed occultato al mondo. Tanta voglia di fare, ampie aspettative, ispirazione fiorente e livello artistico elevato si distribuiscono lungo dieci brani ben scritti.

Line up:
André Matos – Voce
Kiko Loureiro – Chitarra, cori
Rafael Bittencourt – Chitarra, cori
Luis Mariutti – Basso
Alex Holzwarth – Batteria

Special Guest in Never Understand
Chitarra: Dirk Schlachter, Kai Hansen, Sascha Paeth

Tracklist
1. Unfinished Allegro
2. Carry On
3. Time
4. Angels Cry
5. Stand Away
6. Never Understand
7. Wuthering Heights (Kate Bush Cover)
8. Streets of Tomorrow
9. Evil Warning
10. Lasting Child (pt. I The Parting Words / pt. II Renaissance)

PAGELLA
SONGWRITING 7,5
REGISTRAZIONE 8
COINVOLGIMENTO 8,5

VOTO → 8/10

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