lunedì 3 novembre 2014

HERO OF TODAY: CYRAX

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USCITO PIU' O MENO UN ANNO FA, REFLECTIONS - DEBUT ALBUM DEI NOSTRANI CYRAX - HA RACCOLTO PARECCHI CONSENSI. IN ATTESA DELLA RELEASE DEL SUO SUCCESSORE, SIAMO QUI CON I CYRAX PER CONOSCERE MEGLIO...

Ciao Cyrax e benvenuti su The Bible of Metal! Siete partiti praticamente in quinta, avete fatto il pieno di consensi con il vostro debut Reflections e ora vi preparate a rilasciare il nuovo album Pictures, un periodo particolarmente propizio!
Marco: un saluto a tutti i lettori di The Bible of Metal. E' vero in generale, l'accoglienza del disco  stata molto buona. Sia di pubblico che di critica. Però è anche giusto dire che alcuni recensori (fortunatamente per noi pochi) non hanno apprezzato la varietà del genere proposto definendolo come un'accozzaglia di generi uniti senza un ben definito disegno preciso. Parte del materiale scritto per Reflections, in parte dovuto a motivi di tempistica, non siamo riusciti a realizzarlo in maniera ottimale. Quindi nell'ottica di lavorare in maniera pi professionale possibile abbiamo optato per realizzare un secondo disco a breve distanza con materiale già scritto; in seguito anche all'ottima accoglienza di critica di Reflections.

Come mai avete scelto proprio questo nome?
Marco:  Cyrax  il nome di un personaggio di Mortal Kombat ed in seguito ad una lista di nome più o meno appetibili, io Antonio e Paolo pensavamo che questo nome potesse convogliare tutte le influenze musicali dei nostri dischi: elettronica, progressive, power, blues... Il nome del disco invece secondo noi esplica efficacemente il connubio di "vecchio" e "nuovo" che si riflettono in un unico sound (Reflections appunto).

Nel vostro progetto ha preso parte anche un veterano come Premoli, ex-Fire Trails, è stata una bell'esperienza?
Marco: Un'esperienza di vita unica. Larsen  un grande professionista, un grande amico e sarà presente anche sul prossimo disco!
Cesare: Ricordo i viaggi col computer per esportare i cori da GarageBand, la superdiavola della Pizzeria il Maestro con patatine e salame piccante, la coda al distributore per avere l'ultimo pacchetto di Ringo. Ho partecipato solo al mix, le mie parti le ho registrate a casa, sono state poi reampate in studio. Voglio salutare i compagni di quei giorni indimenticabili Antonio Rubuano, Maddalena Musazzi, Paolo Biocchi e Davide De Stefano

Potete parlarci maggiormente del duetto d'apertura? Ossia Doom Against True Hell e My Kingdom for a Horse?
Marco: Doom  uno dei brani più rappresentativi del nostro album oltre che a essere il brano del nostro videoclip ufficiale. Abbiamo cercato di impostare una canzone di origine epic metal con un sound molto moderno per non cade nella banalità.
Cesare: Si tratta un brano sperimentale al 100%.
Marco: My Kingdom  invece uno dei miei brani preferiti, insieme a Last Call.

Cosa dovremo aspettarci dal vostro nuovo album?
Cesare: Be non sarà uguale a Reflections. Ci sono ovviamente punti di contatto, ma secondo me suonano molto diversi, come produzione e scrittura.
Ma siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto.

Nella vostra ultima intervista a Metal-O-One è stato toccato l'argomento locali che non pagano, volevo chiedervi: siete stati anche vittima del pay to play?
Marco: spero nel mio piccolo (ma questo  solo un mio parere, nella band si decide tutti assieme) di non abbassarmi mai a dover pagare per fare un live , lo trovo ridicolo, qualunque sia il nome del gruppo per cui apri la serata.

D'altra parte, c'è stato un live che vi ricordate maggiormente in quanto particolarmente bello ed emozionante?
Cesare: per me lo studio conta più dei live perché raramente si suona davanti a un pubblico;  moto più frequente suonare davanti alle credenze di locali deserti. La musica  gravemente ammalata, ma per me che vivo negli anni 80 (giusto Filippo?) l'oggetto fisico del disco ha ancora un valore immenso. E se devo investire delle energie preferisco farlo per avere un disco fisico che mi rimane, piuttosto che vincere il record di band cocciuta che ha girato pi locali vuoti di tutto il nord Italia.
Marco: francamente quando sei un gruppo poco noto non puoi aspettarti di suonare se non per amici e parenti. Almeno in Italia.

Cosa ne pensate dell'esercito di cover/tribute band attualmente esistente?
Cesare: Sono arrivato alla conclusione che suonare in giro non sia più il modo migliore per promuoversi. Ti macini chilometri e vai in posti dove non c'è nessuno che ti viene a sentire, quindi  inutile. Non incolpo i gestori dei locali, quanto il pubblico, che sembra spaesato e preferisce rifugiarsi in una non-musica come quella offerta dalle discoteche piuttosto che confrontarsi con l'offerta musicale attuale e che certo non può offrire band come Led Zeppelin o Toto, ma ha comunque tante belle cose da scoprire. 
Marco: Concordo, in particolare sono veramente stufo del monopolio delle tribute band nei locali italiani.
Paolo: Infatti facciamo dischi: un disco  un prodotto artistico che per essere realizzato coinvolge moltissime variabili, sia di natura artistica che tecnico-scientifica. Dietro a un disco ci pu˜ essere moltissimo lavoro, e la qualitˆ che può raggiungere  molto alta.

Volete lasciare un messaggio ai lettori?
Cesare: Un saluto a tutti, teniamo alto il nome della musica Italiana! Siamo tra i migliori al mondo, diamogliele sode! Hail and Kill!
Marco: la vostra recensione  stata fra le migliori mai ricevute

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