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lunedì 22 giugno 2020

HERO OF TODAY: DIEGO LAINO (BIRTH OF AVRORA)


Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di The Bible of Metal, è un piacere aver una band così talentuosa tra di esse. Raramente m'è capitato di ascoltare una prima uscita così ispirata.
Partiamo dalle basi, com'è giusto che sia. Com'è nato il progetto? 
Ciao a voi e a tutti i lettori di Bible of Metal e grazie mille per le tue parole. E' davvero un piacere poter essere vostri ospiti. Io sono Diego, e con Daniele (l'altro chitarrista) formiamo il duo che compone i Birth of Aurora. Il progetto è in realtà radicato nella mia personale esperienza musicale come chitarrista, quindi è in pratica l'ultima versione di quelle che, da quando ho iniziato a suonare, sono le mie idee musicali e il mio stile chitarristico. I pezzi sono nati diversi anni fa in sala prove, complici le idee e l'interazione di altri musicisti che all'epoca facevano parte del progetto. Successivamente si unì anche Daniele al progetto, aggiungendo i suoi arrangiamenti al disco, che poi abbiamo ultimato con l'aiuto alle pelli del grande Giulio Galati (consiglio vivamente a chi non lo conosce ancora di andare a cercare qualche suo video). Attualmente siamo rimasti solo io e Daniele e ci proponiamo come studio project, essendo motivati solo dalla voglia di fare la musica che ci piace. Però chissà, in futuro non è escluso di metter su una band per portare questi pezzi dal vivo...

Il vostro moniker ha un significato particolare?
Il nome Birth of Aurora ha un significato molto personale e automotivante. La nascita dell'Aurora rappresenta un nuovo inzio e perchè no, una nuova possibilità.
E' con questo spirito che mi piace affrontare la vita: la curiosità per il domani, la voglia di scoprire cosa può esserci di nuovo il giorno dopo, provando a conservare un briciolo di innocenza, proprio come la piccola bambina che impersona l'Aurora nella copertina del disco. Il suo camminare verso la città è un puro, innocente, tentativo di "salvare" l'umanità dal processo di autodistruzione al quale è tristemente avviata.

Parliamo ora del vostro EP di debutto, Sapere Aude, che spero di vedere quanto prima su qualche piattaforma, come minimo. E, a proposito, avete già in programma un periodo o una data per la release?
Bene, come ti spiegavo poc'anzi per il momento non siamo interessati a portare il disco in sede live. Sia per evidenti problemi numerici che geografici (siamo in due e viviamo a 3000 km di distanza). Diciamo che per ora ci preme molto di più condividere il disco con più persone possibili, dopo 
averlo tenuto chiuso nel cassetto per troppo tempo. Diciamo che non mancherà sulle principali piattaforme, questo è sicuro. Per adesso è uscito solo "The Awakening", il primo singolo che è un pò l'inizio della storia narrata in Sapere Aude. Speriamo che lo ascolti quanta più gente possibile e ci diano feedback di ogni tipo. Per adesso questo è quello che conta dopo tanti sacrifici: Proporre la nostra musica tramite più canali possibili. Al resto penseremo a tempo debito.

Parliamo ora della tracklist, uno dei pezzi che mi ha personalmente colpito di più è stato sinceramente The Awakening, m'è sembrato di sentire qualche spunto flamenco nel guitar work o sbaglio? Di cosa parla di preciso il brano?
The Awakening è appunto il risveglio (nomen omen) del nostro ipotetico protagonista. Il disco è scritto con un' alternanza tra la visione in prima persona e una narrazione esterna. Non vuole assolutamente dare delle risposte, nonostante si proponga con piglio filosofico, ma piuttosto fare delle domande.
Sono le domande che probabilmente si pone ogni persona in età matura per riflettere sulla propria esistenza."The awakening" rappresenta il primo step di quella che può essere definito un percorso di autoanalisi e conoscenza di sè. E' il risveglio che tocca affrontare in una certa ora della vita, che, spesso bruscamente ci porta a capire chi siamo e qual'è la nostra strada. Per il guitar working si, è assolutamente influenzato dal flamenco, di cui sono follemente innamorato. Ci sono altre piccole parti nel disco che hanno sonorità simili (acustiche e non). 

Un altro pezzo che reputo di spessore è Dreaming the Great Rebellion, potete parlarmene meglio?
"The great Rebellion" è il secondo step dell'autoanalisi. Dopo essersi bruscamente svegliato, il nostro soggetto decide di ribellarsi a quelle che sono le strutture mentali e sociali "imposte" e seguite per anni senza mai chiedersi il perché. Quindi ripercorre la sua vita, comparandola a quella 
dell'umanità ed il sogno di questa grande ribellione diventa reale tramite la nascita di una "nuova stirpe", più evoluta, più saggia e più libera.Il tutto è ovviamente condito con un taglio testuale aggressivo e adatto al genere e da tanti cambi di atmosfera e di soluzioni stilistiche. Insomma non dovrebbe risultare noioso come una seduta dallo psichiatra, però si inserisce volutamente nel contesto di cui sopra e vuole essere uno spunto alla riflessione.

Potete raccontarmi qualcosa di più di Three Gates of Knowledge? Quali sono i cancelli di cui parlate?
Certo. All'epoca del testo ero immerso profondamente nella lettura dello Zarathustra di Nietzsche e uno di quei giorni feci un sogno: Mi trovavo in una dimensione che non so descriverti precisamente; immaginalo come una sorta di viaggio astrale che mi conduce al cospetto dei succitati tre portali, ognuno custodito da un demone: quello del passato, del presente e del futuro. Per giungere alla conoscenza pura dovevo varcarle tutte e affrontare i loro relativi custodi. Ho tratto da questo sogno le mie conclusioni che poi la notte stessa ho freneticamente appuntato per il testo e che proverò a riassumerti: La conoscenza pura è per me quella di se stessi. Quella che secondo il processo alchemico serve a trasformare una persona nella versione migliore di se.
Per farlo è necessario affrontare il proprio passato (e i suoi eventuali traumi) e riappacificarsi con esso, successivamente prendere coscienza di se e quindi organizzare e strutturare il proprio presente in base a ciò che si è e che si può/vuole. Il terzo e ultimo punto, sulla base della solida
autoanalisi praticata e della trovata (o ritrovata) coscienza di se, consiste nel "creare" il proprio futuro, forti della piena conoscenza degli strumenti di cui disponiamo. Mi dilungherei volentieri, ma dato lo spazio, spero di aver illustrato a sufficienza il concetto alla base del brano. 

Avete già in mente qualcosa per un futuro sequel, magari più esteso?
Certo. Stiamo già scrivendo i pezzi che comporranno il prossimo disco. Per quella che sarà la mera "durata" del disco però forse ti deluderò: Non credo che punteremo in futuro a dischi molto lunghi. Abbiamo deciso di mantenerci sempre su una durata media attorno alla mezz'ora di musica (poco più, poco meno) e di non inserire troppi brani, così da poter mantenere alta la qualità della musica e l'attenzione dell'ascoltatore. Ai posteri l'ardua sentenza.

Grazie per essere stati con noi! Volete lasciare un messaggio ai lettori prima di salutarci?
Grazie mille a voi per lo spazio concessoci. Vi salutiamo invitando i lettori a dare una chance a "Sapere Aude". E' un disco pregno di significati e di spunti, sia musicali che testuali, un disco che secondo me può piacere anche a quelli che si annoiano col prog o col tech.
Non è eccessivamente veloce, non è eccessivamente lungo (i pezzi hanno la durata media di 5 min) ed è ricco di melodie molto catchy che ne favoriscono l'ascolto. 
Saremmo molto felici di ricevere dei feedback in proposito (non per forza positivi) e confrontarci con tutti quelli che vorranno. Intanto ci trovate su facebook, spotify, youtube e su tutti i principali canali di distribuzione. In attesa di avere il disco fisico disponibile, spero vi godiate questo viaggio
insieme a noi. Grazie ancora e a presto.

- Diego Laino (Birth of Aurora) -

martedì 22 gennaio 2019

HERO OF TODAY: SEAN PECK (CAGE, THE THREE TREMORS)


I TRE TREMORI FARANNO TREMARE LE VOSTRE ORECCHIE CON IL LORO NUOVISSIMO SELF-TITLED DEBUT ALBUM, CHE SI PREVEDE DECISAMENTE SPINTO E POTENTE! NE SON STATO MOLTO CURIOSO, COSÌ PER SAPERNE DI PIÙ - E FARVI SAPERE ANCHE A VOI, OVVIAMENTE! - UN PO' DI PIÙ HO FATTO QUALCHE DOMANDA A SEAN PECK (CAGE) DEL POWER TRIO! DIVERTITEVI!

Ciao e benvenuto su “The Bible of Metal”! E’ davvero un piacere avere qui un grande artista come te! Fai rock dagli anni novanta con i “Cage”!
Grande! I Cage sono nati nel 1992 quando tutti dicevano che il metal era morto e sepolto. Ma ci siamo aggrappati a ciò in cui credevamo e siamo spiccati tra la folla. Questo deve servire da lezione a tutti quei giovani musicisti che stanno cercando di inseguire una moda.

Tu, e Harry Conklin insieme a Tim Ripper Owens, avete lanciato questo progetto nuovo di zecca che sarà il vostro primo successo col vostro nuovo album omonimo; come la vedere questa nuova avventura? Esattamente come nacque il vostro progetto?
Beh, ho sempre pensato che mettere insieme su unico palco qualche pazzo e potente cantante metal sarebbe stato fantastico. Gli Helloween lo stanno facendo e stanno avendo molto successo. Quindi non solo ho voluto fare questo , ma ho anche voluto legarlo alla leggenda urbana della vecchia idea dei Three Tremors che le vecchie leggende avevano, e renderlo reale. E’ stato importante ricevere  la promessa  da Tim e Harry che questo non resterà solo un un progetto, ma che sarà una band vera e propria. L’abbiamo dimostrato ora che abbiamo già fatto 17 concerti insieme e abbiamo avuto molto successo. Ho concettualizzato tutto questo e Harry e Tim erano d’accordo ad unirsi, tutto questo mi rendeva euforico! Quei due ragazzi sono i migliori cantanti di ogni genere, dei vocalist incredibili, e col tempo abbiamo messo su 12 canzoni lastricate di power speed thrash metal.


R. Date: 18..01.2019
Tracklist:
1. Invaders from the sky
2. Bullets of the Damned
3. When the Last Scream Fades
4. Wrath of Asgard
5. The Cause
6. King of the Monsters
7. The Pit Shows No Mercy
8. Sonic Suicide
9. Fly or Die
10. Lust of the Blade
11. Speed to Burn
12. The Three Tremors

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Quando avete iniziato a scrivere le canzoni per il vostro album di debutto?
Era l’estate del 2013 quando scrivemmo alcune canzoni, su queste lavorammo molto tempo. Non sono ancora stufo di loro haha! Ci siamo presi davvero molto tempo per assicurarci che le canzoni fossero davvero potenti, quindi ci abbiamo messo un po’ più di tempo del previsto. Nel frattempo io scrivevo anche altri album quindi questo non mi ha rubato tutto il tempo. Il 70% del lavoro è stato svolto quasi durante la seconda metà del 2017.

Questa estate avete pubblicato il vostro primo singolo preso dal vostro album di debutto “Invaders from the World”, è una canzone heavy metal davvero cazzuta, ci dici di più?
Beh, i giovani del gruppo volevano mettercene una thrash, e noi siamo stati d’accordo. Per quanto riguarda il lyric video, hanno fatto un lavoro da matti e adoro com’è venuto.Tra la pazzia della traccia e il soggetto figo aveva senso farlo così. Molti potrebbero averci a che fare perchè è troppo per loro, vuol dire che non sono loro che vogliamo nel nostro pubblico, noi vogliamo servire a gente che vogliono questo ed altro!!

Ti piace la fantascienza per i tuoi testi? Quale argomentopreferisci per essi? 
Haha! Beh, mi piace raccontare storie e ne ho raccontate davvero tante negli anni. Mi piace istruire e intrattenere allo stesso tempo, come in canzoni tipo “Fly or Die”. Credo che in questo album ci sia un po’ di tutto,  sicuramente alieni correlati di disegni e roba simile. E’ quello che chiamiamo speed metal apocalittico!



Solo un mese più tardi avete pubblicato anche “When the Last Scream Fades”, che arriva a pennello come conseguenza dell’invasione aliena, hehe! Ci dici qualcosa in più?
La canzone si basa tipo su cosa accade dopo la fine del mondo. Viene dal libro delle Rivelazioni ed è sostanzialmente un racconto velato su cosa accade quando Cristo ritorna. Egli comanda un esercito e prende a calci in culo il dominio del male semplicementer usando la sua voce. Quindi è questo il motivo per cui il lyric video è così com’è.



Avete in programma di pubblicare altri singoli dal Vostro nuovo album?
Sì, usciranno altri 2 video e spaccano! “Bullets for the Damned” e “Wrath of Asgard”, che sono due tra le preferite dai fan  da quanto ho capito dal tour europeo che abbiamo fatto . Uno è un video live e un altro è un video pazzo che riguarda noi che ammazziamo mostri con delle mitragliatrici.

Celebrerete l’uscita del disco con uno show speciale?
In realtà no, a Febbraio inizieremo un tour in America e ci saranno un sacco di show ma non ne faremo durante la pubblicazione. Ma è una buona idea, magari ci possiamo pensare per il prossimo album.

Vedremo i Three Tremors nel nostro Bel Paese un giorno?
Beh, effettivamente avremmo dovuto fare concerti in 3 città d’Italia ma il promotore continuava a non riuscire a organizzarli quindi ci abbiamo rinunciato ma l’Italia è un paese in cui non abbiamo ancora suonato ma in cui ci piacerebbe farlo.

Ti va di lasciare un messaggio ai lettori?
Chiunque sia amante dell heavy metal vecchia scuola amerà questo album, e i nostri concerti sono pazzeschi quindi venite a vederci e onore all'altissimo!!!


trad. by Silvia David

venerdì 21 dicembre 2018

HERO OF TODAY: CODENAME: DELIRIOUS


HANNO RILASCIATO IL LORO NUOVO E FRESCHISSIMO E DELIRANTE ALBUM THE GREAT HEARTLESS APPENA UN PAIO DI MESI FA, QUALE REGALO MIGLIORE DI NATALE, PER VOI LETTORI, DI UNA BUONA INTERVISTA ALLA BAND PER SAPERNE DI PIÙ SUL DIETRO LE QUINTE E SUL DOMANI DELLA BAND?

Ciao ragazzi e benvenuti tra le pagine di The Bible of Metal! Prima di cominciare a parlare del vostro nuovo album vi andrebbe di raccontarci com'è nato il progetto Codename: Delirious? Come mai avete scelto proprio questo "nome in codice"?
In realtà è abbastanza casuale, suonava bene e abbiamo deciso di tenerlo. Quello che facciamo non è del tutto convenzionale e potrebbe essere paragonabile a un "delirio artistico e musicale". C'è da ammettere che i primi brani rappresentavano al meglio questo concetto con cambi di tempo e drop più complicati ma con il tempo ci siamo resi conto che la semplicità doveva essere una delle basi nella creazione di un qualcosa di diverso.


R. Date: 22.10.2018
Tracklist:
1. Act so Tough (Hvrd Remix)
2. Ryo/Leon3. Dr. Braun
4. ...Chissà5. Lost at Sea
6. Love Song (For People Who Don't Feel a Thing)
7. Worst of Me
8. He Gotta Know the Name
9. Bridge over Alpha Z

LINK
Quali sono le vostre fonti d'ispirazione principali?
Abbiamo diverse fonti, siamo cinque personalità con un background prettamente metal in ogni sua sfaccettatura, dal death metal al post hardcore fino al black metal. Il problema è che all'improvviso, nel 2012, è entrata prepotente la dubstep! Skrillex, Nero, Excision, Borgore, tutti dj che hanno ispirato Marco, bassista e compositore dei brani, nella creazione del progetto Codename: Delirious. Per il resto, non ci vergogniamo assolutamente nel dire che siamo influenzati anche dai generi più commerciali: non sarà difficile trovare inserti trap nell'album, ve lo assicuriamo! (Scusateci...)

Che peso hanno le vostre esperienze di vita sui vostri testi?
Parecchio, diciamo che tutti i testi dell'album sono principalmente incentrati sull'industria musicale contemporanea, un vero mare pieno di squali con molta gente che ti propone contratti a prezzi esorbitanti e condizioni poco vantaggiose e rispettose per il tuo lavoro d'artista. Il resto dei testi tratta tematiche più nella sfera emozionale: il sentimento di non sentirsi adeguati alle situazioni o staccati dalla realtà che ti circonda.

Due anni fa circa avete rilasciato il singolo Dr. Braun in collaborazione con Steven McCorry degli Exotype, come mai avete scelto proprio questo brano?
Dr. Braun faceva parte di un Ep che non abbiamo mai rilasciato e che abbiamo soltanto fatto girare in qualche locale dell'hinterland milanese per cercarci qualche data. Pensavamo fosse il brano perfetto per il lancio del CD e tutto sommato abbiamo avuto un po' di ragione, per una volta almeno! È un brano particolare perché mischia varie sonorità ma non aggredisce subito l'ascoltatore con il nostro stile che ben sappiamo che potrà far storcere il naso a qualcuno.



A Ottobre avete invece rilasciato il videoclip di Bridge Over Alpha-Z, di cosa parla questo brano? 
Bridge Over Alpha-Z è uno di quei brani della sfera emozionale. Proprio questo testo parla proprio del sentirsi inadatti in una società come quella odierna dove conta solo il denaro e il favoritismo. I sentimenti e il merito sembrano ormai concetti sorpassati quando si parla di affari, forse sbagliamo noi, forse sbagliano loro.



Di cosa parla Worst of Me?
Worst of Me è un brano con un testo decisamente rap. Racconta delle nostre esperienze, delle persone con cui abbiamo dovuto avere a che fare in questi anni prima di firmare con Agoge Records (che non ringrazieremo mai abbastanza). Purtroppo, o per fortuna, le band sono molte, ma l'industria musicale offre pochissime occasioni e sbocchi. Purtroppo l'intera situazione è in mano a gente alla ricerca spasmodica di denaro a cui interessa poco della musica in quanto arte.

Avete in mente di rilasciare altri singoli tratti dall'album?
Assolutamente sì! Da Gennaio ci metteremo a lavoro per le riprese di un brano; non ci piacciono gli spoiler, ma diciamo che saremo pronti a mostrare il "peggio di noi"!

Per quanto riguarda il vostro futuro invece? Già qualche idea per un follow-up?
Siamo già al lavoro per i prossimi brani, non abbiamo intenzione di fossilizzarci su un solo genere e stiamo sperimentando qualcosa di diverso e stiamo traendo ispirazione da altri generi, ma qui seriamente non possiamo fare nessun tipo di spoiler; lasciamo la sorpresa e le reazioni tipo "ma che diavolo?!" a tempo debito!

Quali saranno le vostre prossime date live?
Al momento siamo alla ricerca di alcuni concerti e siamo in contatto con alcuni locali fuori dall'Italia per portare la nostra musica ad un pubblico più vasto. Ci piacerebbe spingerci verso la Francia e la Germania, paesi in cui musica elettronica e metal hanno formato un connubio che ha portato fortuna ad alcune band che tutti conosciamo, uno su tutti gli Eskimo Callboy.

Vi andrebbe di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Chiediamo soltanto di aprire la mente, non rimanere ancorati a un genere prestabilito e avere il coraggio di osare e prendere la strada più difficile. Una volta arrivati, la vista sarà meravigliosa...appena ci arriveremo vi faremo com'è, promesso! Saluti dai Codename: Delirious! 

HERO OF TODAY: VIDE BJERDE (VANDOR)


LA POWER METAL BAND SVEDESE RILASCERÀ IL PROPRIO DEBUT ALBUM AUTOPRODOTTO IN THE LAND OF VANDOR ED È GIÀ AL LAVORO SUL SUCCESSIVO, ATTESO PER METÀ 2019. PER SAPERNE UN PO' DI PIÙ SUL PROGETTO E SULLE LORO USCITE, HO FATTO QUALCHE DOMANDA A VIDE BJERDE, LEAD SINGER E CHITARRISTA DELLA BAND

Ciao ragazzi e benvenuti sulla pagina di “The Bible of Metal”! Com'è nato il vostro progetto?
Ciao e grazie! Io e mio fratello Alve mettemmo su la band 8 anni fa, ma con una line-up e nome diversi. I “Vandor” così chiamati nacquero nel 2015, e nel 2016 chiedemmo a Jack L. Stroem se 
volesse unirsi a noi come chitarrista solista. Rispose subito di sì! Nel 2018 anche il tastierista Uno Rosengren si unì a noi.

Qual è stata la prima canzone scritta dai Vandor?
Questa è una domanda a trabocchetto, in quanto in molte delle canzoni ci sono parti abbastanza vecchie. 
Ma ne abbiamo anche buttate via molte altre.

Ma la canzone più vecchia del nostro album probabilmente è “Wrath of the Night”. Fu scritta nel 2014, ma negli anni è stata rivisitata e cambiata.

Qual è la vostra principale fonte di ispirazione?
Anche questa è una domanda a trabocchetto! Non posso rispondere a nome di tutta la band, ma personalmente non ho una “proncipale” fonte d'ispirazione. Là fuori ci sono così tante band che ci ispirano ma non saprei sceglierne una. Di solito mi viene in mente una melodia a caso, e mi precipito a registrare una bozza vocale sul telefono. Poi me ne dimentico per tipo sei mesi... haha! Per quanto mi riguarda penso sempre prima alla melodia, perchè secondo me è l'elemento più importante della canzone. La maggior 
parte delle volte ho già una melodia vocale quando inizio a pensare ai testi.
Ma nella band io non sono l'unico che scrive canzoni. Anche se ho scritto io la maggior parte delle canzoni dell'album, le altre sono state scritte con gli altri durante le prove in studio, e tutte le canzoni contengono un tocco personale proveniente da ogni membro.

Sai dirmi qualcos'altro di “Warriors of Time”?
“Warriors of Time” è il terzo pezzo dell'album (esclusa l'intro), e contiene alcune delle parti più veloci” “Lyric-wise è una storia riguardante la continua ricerca del meglio e la fuga dal passato, ma riguarda anche il ricadere in cattive abitudini e il cercare la via d'uscita -da cui il nome. 
Tutte sono scritte da una prospettiva inventata.
Essenzialmente è davvero una canzone metal cazzuta!

R. Date: 25 January 2019
Tracklist
:
1. Dark Times
2. Wrath of the Night
3. Beneath the Sky
4. Warriors of Time
5. Possessive Eyes
6. Uncover the Earth
7. Serving Their Needs
8. With Bleeding Hands I Stand
9. The Land of Vandor
10. In the Shadows
11. Possessive Eyes (acoustic)
Come descriveresti il vostro album?
Il nostro album di debutto si chiama “In The Land of Vandor”. Non so se si intuisce, ma Vandor è il nome di un mondo inventato da noi, in cui sono ambientate molte delle nostre canzoni. Nonostante molte canzoni siano a sfondo fantasioso e ambientate attorno a Vandor, non definirei il nostro lavoro un concept album. Anche se trattiamo spesso di spade, battaglie e forze del male -roba da power metal-, cerchiamo di celare al di dietro un significato più profondo, e tocca all'ascoltatore scoprirlo! Dipende tutto dall'interpretazione!

Basta parlare dei testi, parliamo dell'aspetto musicale dell'album! Penso che ci sia un gran bel mix di stili differenti! La nostra musica è molto influenzata dal classico power metal di fine anni 90 e 
inizio secondo millennio, (Sonata Arctica, Stratovarius, Avantasia eccetera). Aggiungi a questo alcuni elementi sia moderni che antichi (come il rock anni 70 e l'heavy metal anni 80) e il nostro tocco personale, ed ecco il nostro sound!

L'album è stato registrato in Svezia, mixato e masterizzato da Jason Carter negli Wavelength Studios in Oregon negli USA. Non sono state fatte correzioni sui toni vocali o roba del genere, tutto è stato scritto per poter essere rappresentato live senza l'uso di basi musicali! Alla batteria c'è il grande Robin Risander (Mark Zero).

State già lavorando ad un secondo album, mi sbaglio? Cosa dovremmo aspettarci?
Sì, è così! Siamo nella fase di scrittura e anche se c'è molto da fare, pensiamo che il nostro secondo album sarà davvero fantastico. Sarà veloce e melodico, e conterrà molti altri elementi che contribuiranno a plasmare meglio il nostro sound!

Com'è lavorare con Tommy Johansson dei Sabaton?
Avere la possibilità di lavorare con Tommy è davvero un privilegio ed è entusiasmante! È davvero un chirarrista eccezionale.

Jack è amico di Tommy da pochi anni. Nel 2012 partecipò con suo assolo nel Reinxeed album di Tommy “Welcome to the Theater”, e adesso gli ha chiesto lo stesso favore in cambio! Siamo così felici che annia accettato di registrare con noi!

La canzone in cui partecipa Tommy Johansson si chiama “Well of Salvation” e non c'è nell'album. Sarà pubblicato in un singolo a parte a metà 2019. 

Vuoi lasciare un messaggio per i lettori?
Certo! Come disse qualcuno una volta, “ci sono due tipi di persone al mondo, quelle che amano il power metal, e quelle 
che odiano il divertimento.”

Ciao!!

Traduzione di Silvia David

mercoledì 19 dicembre 2018

HERO OF TODAY: FREDRIK JANSSON (LUGNET)


I LUGNET TORNERANNO CON UN NUOVO ALBUM INTITOLATO NIGHTWALKER ALL'INIZIO DELL'ANNO PROSSIMO, PER SAPERNE UN PO' DI PIÙ HO FATTO DUE CHIACCHIERE CON FREDRIK JANSSON (ANGEL WITCH), BATTERISTA DELLA BAND

Ciao e benvenuto sulle pagine di The Bible of Metal! Sono passati tre anni dal vostro album omonimo ma sembrate più pesanti che mai!
Grazie! Sì, questo si è rivelato più pesante e allo stesso tempo un po 'più morbido a volte. Un po 'di tutto di tutto.

Quando avete iniziato a scrivere Nightwalker? La collaborazione di Matti Norlin vi ha aiutato?
Penso che abbiamo iniziato a concentrarci davvero sulla scrittura quando Matti è entrato. Alcune delle canzoni erano già state scritte e alcuni riff erano in circolazione da molto tempo prima che il primo album fosse pubblicato, ma non lo ero fino a quando lui e Johan Fahlberg (voce) non entrarono nel gruppo mentre le cose cominciavano a succedere.

Matti si incaricò di mescolare tutto e il risultato era esattamente quello che volevamo. Un suono un po 'più organico rispetto al precedente. È una di quelle persone che possono suonare praticamente tutti gli strumenti, quindi tutti gli strati, i suoni bizzarri e mellotron e ciò che non è il suo lavoro.

R. Date: January 25th, 2019
Tracklist
1. Die for you
2. Begging
3. Never again
4. Death laughs
5. Nightwalker
6. Living in a dream
7. Cockroach
8. Kill us all


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Ad una prima occhiata alla tracklist di Nightwalker ho immaginato che la sofferenza fosse una specie di chiave di volta dell'album, giusto?
Più la morte stessa direi. Il nostro cantante Johan, che scrive tutti i testi, lavora come impresario di pompe funebri, quindi credo che derivi da lui che ha a che fare con persone morte tutto il giorno.

Il primo singolo da cui avete rilasciato dall'album è stato Begging, alcuni mesi fa; puoi dirci di più a riguardo? Qual è la storia dietro di esso?
Quello è venuto veramente rapido come alcune canzoni fanno. Il nostro bassista Z ha inventato l'intro e il verso in 30 secondi durante le prove. L'ho portato a casa e ho scritto il resto. Alcune canzoni si scrivono da sole mentre altre impiegano anni per finire.

E riguardo al prossimo, ossia l'opener Die for You?
Matti ha portato quello. Penso che sia stato scritto per un precedente progetto che aveva ma non mi andava bene per qualche motivo. Lo abbiamo sistemato un po' e aggiunto il groove cowbell e si è rivelato fantastico! Una traccia d'apertura perfetta se potessi dire così.

Death Laughs at You è probabilmente la canzone più oscura del vostro Nightwalker, penso che sia perfettamente in linea con il tema principale del tuo album; puoi dirci di più a riguardo?
Quella musica per quella era finita molto prima che l'ultimo album fosse finito, ma non c'è mai andata di usarlo. Mi piace molto l'esito finale di questa canzone. Tutto a parte la voce e il guitarsolo è registrato dal vivo al primo take. Ha un'atmosfera davvero piacevole.

Avete delle date dal vivo in arrivo?
Suoneremo a Stoccolma il 7 febbraio per celebrare l'uscita dell'album. A parte questo, stiamo cercando di prenotare il maggior numero di concerti possibile.

Ti piacerebbe lasciare un messaggio ai lettori?
Grazie mille per l'intervista, compra il nostro album e non dimenticarti di ballare!!!

Jansson

lunedì 21 marzo 2016

HERO OF TODAY: SANTA SANGRE "IL NOSTRO NUOVO SINGOLO SARÀ UN'ALTRA MAZZATA"


DOPO UN ASCOLTO DEL LORO CATTIVISSIMO E DURISSIMO NUOVO ALBUM ALI D'AMIANTO, USCITO APPENA UN MESE FA PER QUA' ROCK, ECCOCI A CONOSCERE MEGLIO IL DIETRO LE QUINTE ED I PROSSIMI PROGETTI DEI GROSSETANI SANTA SANGRE.

Ciao ragazzi e benvenuti su The Bible of Metal! Vi va di raccontarci in modo più dettagliato come nascono i Santa Sangre?
Nascono da un idea mia e di Antonio all'incirca alla fine del 2010 che prevedeva due chitarre e l'uso di synth. La realizzazione del progetto si è successivamente evoluta in un'altra maniera accantonando l'impronta noise che inizialmente volevamo dare.
Abbiamo suonato a lungo con 2 chitarre, poi nel 2014 circa la formazione si è stabilizzata rimanendo in tre con Paolo al basso. In ogni caso nascono dalle ceneri di ogni esperienza quotidiana che buttiamo nel rogo in questione che è la nostra band.

Come mai avete scelto questo monicker?
Da un film di Alejandro Jodorowski. Premesso che personalmente lo ritengo un personalità di una cultura eccellente e che sono un appassionato di tarocchi (infatti l'artwork del disco, neanche a dirlo ricorda la rappresentazione della carta dell'Angelo o del Giudizio, nda): Antonio venne in sala prove mentre si discuteva del nome della band con gli altri membri dicendo che aveva visto un film la sera prima, per l'appunto SANTA SANGRE, il caso voleva che fosse uno dei nomi già in ballo quindi l'abbiamo visto un po' come un segno del momento.

Quando avete iniziato lavorare al vostro nuovo album Ali D'Amianto?
A Ottobre abbiamo iniziato a lavorare nel vero senso della parola, anche se alcuni brani erano gia stati scritti molto tempo prima e avevamo avuto modo di sistemarli. Poi la collaborazione con la Quarock, con Gabriele Bellini e con Jac Salani a curare la produzione, ci ha portato comunque ad un ulteriore "affinamento" dei brani anche a livello strutturale che hanno reso tutto molto energico, passionale e ancora più distruttivo, quindi bene...

Quanto hanno influito le vostre esperienze personali sulla scrittura dei testi del disco?
Siamo esseri umani, ogni giorno ci può scattare qualcosa in testa: una domanda, una frase, un'immagine, addirittura un'ossessione o chissà quale altra cazzata può passare per la testa di ogni essere umano sulla terra. Il poter dare voce in un modo così magnifico come la musica a quello che sta nella gabbia delle nostre scatole craniche, dalle vecchie esperienze o a urla insensate verso il nulla, è un opportunità da non sprecare o quantomeno da non sottovalutare. L'esperienza personale c'è sempre, reale o meno che sia, l'importante è che abbia fiato.

Quali sono i  3 aggettivi con cui descrivereste Ali d'Amianto?
Terapeutico come un respiro a pieni polmoni d'aria fresca, rabbioso come lo stare al guinzaglio con il pasto a un metro dal muso, liberatorio come una corsa sfrenata quando pensi di aver già dato tutto

Avete in mente di preparare un altro singolo oltre alla title track Ali D'Amianto?
Abbiamo già idealmente un papabile secondo singolo (non ce ne voglia il papa se scomodiamo aggettivi che lo riguardano). Vi anticipiamo che sarà un'altra mazzata con tematiche "tipicamente pop" come quelle che usualmente trattiamo.
Per adesso però non abbiamo concretizzato in via definitiva alcuna decisione, ma il materiale, i propositi e le idee nelle nostre teste marce c'è sempre

Avete già qualche idea per un terzo full lenght?
C'è già un progetto che deve prendere ancora corpo e definizione, questione di tempi e modi. Diciamo siamo già pronti per scattare.

Volete lasciare un messaggio ai lettori?
Osa qualcosa di degno, altrimenti... il cemento ti inghiottirà!

giovedì 12 marzo 2015

HERO OF TODAY: KEZIA


KEZIA - FB
Youtube
USCIRÀ A BREVISSIMO IL DEBUT ALBUM DELLA PROP-METAL BAND  NOSTRANA KEZIA, THE DIRTY AFFAIR. PER SAPERNE DI PIÙ SULLA BAND E SU COSA DOVREMO ASPETTARCI DA THE DIRTY AFFAIR, CI TROVIAMO A PARLARNE DIRETTAMENTE CON I KEZIA!

Ciao ragazzi e benvenuti su The Bible of Metal! Nuovo contratto e debut album in arrivo, emozionati?
Emozionati è dir poco!!! Abbiamo trascorso diversi anni a comporre musica cercando di non scendere mai a compromessi artistici, finalmente è arrivato il momento di diffondere il nostro verbo al pubblico… È davvero una liberazione!


Com'è nato il progetto Kezia?
I Kezia nascono ufficialmente nel settembre 2013, ma già dal 2012 la band (che all’epoca si faceva chiamare Bomba Effervescente) ha iniziato a scrivere alcuni dei pezzi che saranno inclusi in “The Dirty Affair”. Fin da subito l’intento è stato quello di comporre musica inedita che potesse avere respiro internazionale, unendo tutte le sonorità eterogenee che hanno permeato il nostro iter musicale.


Quando avete iniziato a lavorare al vostro nuovissimo The Diryt Affair? E cosa dovremo aspettarci?
La stesura dei pezzi è iniziata nel 2012, siamo poi entrati in studio a dicembre 2013. Citando uno dei film più belli della storia (Kill the Referee) ci sentiamo di dirvi “expect the unexpected”. Come anticipato non siamo scesi a compromessi musicali e qualcuno potrebbe addirittura rimanere disorientato dalla struttura delle canzoni ma allo stesso tempo incuriosito e sedotto.


Quanto hanno influito le vostre esperienze personali nella stesura dei testi di The Dirty Affair?
I testi sono parte fondamentale delle canzoni; spesso raccontano storie alle quali fa da pendant un arrangiamento che funge da vera e propria colonna sonora. I temi trattati, apparentemente demenziali, sono da leggersi con un umorismo di pirandelliana memoria. Come il buon vecchio Gigi insegna infatti vi è sempre una componente tragicomica che genera un amaro sorriso. Compito dell’ascoltatore sarà quello di decifrare una situazione apparentemente ridicola che in realtà nasconde un vero e proprio dramma.


Come descrivereste in breve The Dirty Affair?
Se fosse un quadro sarebbe uno di quei dipinti che da vedere fa schifo ma che poi viene inspiegabilmente valutato milioni di euro.
Se fosse una scultura sarebbe un mattone foratino.
Se fosse un piatto sarebbe il rischiosissimo Fugu (pesce palla).
Se fosse una partita di calcio sarebbe sospesa per maltempo.


Volete lasciare un messaggio ai lettori?
Se volete ascoltare qualcosa di davvero fico cercate di accaparrarvi tantissime copie di “The Dirty Affair”, sarà l’investimento finanziario migliore della vostra vita anche perché i tavoli dondolanti da livellare sono tanti.

giovedì 20 novembre 2014

HERO OF TODAY: NICOLA ROMANO (QUINTETTO ESPOSTO)

Quintetto Esposto - FB
Al Pianterreno - SPOTIFY
HANNO DA POCO RILASCIATO IL NUOVO ALBUM AL PIANTERRENO, ORA NE PARLIAMO ASSIEME A NICOLA ROMANO, BATTERISTA DELLA BAND, PER SAPERNE UN PO' DI PIÙ SUL SUCCESSORE DELL'EP NAUFRAGHI!

Ciao Nicola e benvenuto su The Bible of Metal! Il vostro viaggio da Naufraghi prosegue piuttosto brillantemente con il nuovo Al Pianterreno, complimenti!

Nel debut album avete voluto riproporre, tra le altre, Gitana, brano eseguito con parecchio sentimento. Qual è stato però il primo brano che avete scritto?
Il primo brano in assoluto che abbiamo scritto è stato Per Elizabeth, mentre il primo brano per il disco completo Al Pianterreno è stato Corrida di Anime.

Quanto vi ci è voluto per realizzare Al Pianterreno?
Per scrivere i brani abbiamo lavorato da Agosto fino a Novembre, mentre il disco è stato registrato a Gennaio presso gli studi indieBox a brescia. La registrazione ha richiesto 10 giorni.

Avete voglia di parlarci maggiormente della marinara La Vecchia Betsie?
La vecchia Betsie è una canzone abbastanza metaforica, questo vecchio pescatore che come tutte le sere porta la sua vecchia e sgangherata barca verso il porto e come tutte le sere si reca al solito squallido locale, la particolarità di questo locale è che è veramente pieno di bottiglie di ruhm ma non ha nemmeno un bicchiere dove poterlo bere. ci piace vedere la locanda come l'italia piena di risorse e di possibilità che però non ha la possibilità di sfruttarle inquanto non vuole mettere a disposizione questi bicchieri.

Avete già organizzato delle date in promozione all'album?
Certamente, lavoriamo sempre per cercare di suonare il più possibile in svariati posti, ovviamente, sia l'album che la ricerca delle date è tutto organizzato da noi, è un mondo e un momento particolarmente difficile per la musica, ma senza lamentarci ci diamo da fare sempre più per diffondere la nostra passione

Avete già in mente qualcosa per un sequel di Al Pianterreno?
Il sequel di pianterreno, (nell'accezione originaria del termine) spetta all'ascoltatore del disco immaginarlo. Il pianterreno come già detto è un punto di partenza da cui partire per capire chi c'è al pianterreno, che musica ascoltano al pianterreno.. Se la domanda allude ad un nuovo lavoro, sì. Stiamo lavorando con molta voglia ed entusiasmo al prossimo album, che registreremo in uno studio ligure a gennaio, per il momento non possiamo dire di più!

Volete lasciare un messaggio ai lettori?
Ascoltate il nostro disco! è acquistabile su itunes e le maggiori piattaforme on-line. Potete ascoltarci su Spotify, seguire la nostra pagina facebook e il nostro sito, già citati in precedenza. Detto questo buona musica a tutti!

Streaming dei brani citati nell'intervista

lunedì 3 novembre 2014

HERO OF TODAY: CYRAX

CYRAX - FB
CYRAX - YOUTUBE
USCITO PIU' O MENO UN ANNO FA, REFLECTIONS - DEBUT ALBUM DEI NOSTRANI CYRAX - HA RACCOLTO PARECCHI CONSENSI. IN ATTESA DELLA RELEASE DEL SUO SUCCESSORE, SIAMO QUI CON I CYRAX PER CONOSCERE MEGLIO...

Ciao Cyrax e benvenuti su The Bible of Metal! Siete partiti praticamente in quinta, avete fatto il pieno di consensi con il vostro debut Reflections e ora vi preparate a rilasciare il nuovo album Pictures, un periodo particolarmente propizio!
Marco: un saluto a tutti i lettori di The Bible of Metal. E' vero in generale, l'accoglienza del disco  stata molto buona. Sia di pubblico che di critica. Però è anche giusto dire che alcuni recensori (fortunatamente per noi pochi) non hanno apprezzato la varietà del genere proposto definendolo come un'accozzaglia di generi uniti senza un ben definito disegno preciso. Parte del materiale scritto per Reflections, in parte dovuto a motivi di tempistica, non siamo riusciti a realizzarlo in maniera ottimale. Quindi nell'ottica di lavorare in maniera pi professionale possibile abbiamo optato per realizzare un secondo disco a breve distanza con materiale già scritto; in seguito anche all'ottima accoglienza di critica di Reflections.

Come mai avete scelto proprio questo nome?
Marco:  Cyrax  il nome di un personaggio di Mortal Kombat ed in seguito ad una lista di nome più o meno appetibili, io Antonio e Paolo pensavamo che questo nome potesse convogliare tutte le influenze musicali dei nostri dischi: elettronica, progressive, power, blues... Il nome del disco invece secondo noi esplica efficacemente il connubio di "vecchio" e "nuovo" che si riflettono in un unico sound (Reflections appunto).

Nel vostro progetto ha preso parte anche un veterano come Premoli, ex-Fire Trails, è stata una bell'esperienza?
Marco: Un'esperienza di vita unica. Larsen  un grande professionista, un grande amico e sarà presente anche sul prossimo disco!
Cesare: Ricordo i viaggi col computer per esportare i cori da GarageBand, la superdiavola della Pizzeria il Maestro con patatine e salame piccante, la coda al distributore per avere l'ultimo pacchetto di Ringo. Ho partecipato solo al mix, le mie parti le ho registrate a casa, sono state poi reampate in studio. Voglio salutare i compagni di quei giorni indimenticabili Antonio Rubuano, Maddalena Musazzi, Paolo Biocchi e Davide De Stefano

Potete parlarci maggiormente del duetto d'apertura? Ossia Doom Against True Hell e My Kingdom for a Horse?
Marco: Doom  uno dei brani più rappresentativi del nostro album oltre che a essere il brano del nostro videoclip ufficiale. Abbiamo cercato di impostare una canzone di origine epic metal con un sound molto moderno per non cade nella banalità.
Cesare: Si tratta un brano sperimentale al 100%.
Marco: My Kingdom  invece uno dei miei brani preferiti, insieme a Last Call.

Cosa dovremo aspettarci dal vostro nuovo album?
Cesare: Be non sarà uguale a Reflections. Ci sono ovviamente punti di contatto, ma secondo me suonano molto diversi, come produzione e scrittura.
Ma siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto.

Nella vostra ultima intervista a Metal-O-One è stato toccato l'argomento locali che non pagano, volevo chiedervi: siete stati anche vittima del pay to play?
Marco: spero nel mio piccolo (ma questo  solo un mio parere, nella band si decide tutti assieme) di non abbassarmi mai a dover pagare per fare un live , lo trovo ridicolo, qualunque sia il nome del gruppo per cui apri la serata.

D'altra parte, c'è stato un live che vi ricordate maggiormente in quanto particolarmente bello ed emozionante?
Cesare: per me lo studio conta più dei live perché raramente si suona davanti a un pubblico;  moto più frequente suonare davanti alle credenze di locali deserti. La musica  gravemente ammalata, ma per me che vivo negli anni 80 (giusto Filippo?) l'oggetto fisico del disco ha ancora un valore immenso. E se devo investire delle energie preferisco farlo per avere un disco fisico che mi rimane, piuttosto che vincere il record di band cocciuta che ha girato pi locali vuoti di tutto il nord Italia.
Marco: francamente quando sei un gruppo poco noto non puoi aspettarti di suonare se non per amici e parenti. Almeno in Italia.

Cosa ne pensate dell'esercito di cover/tribute band attualmente esistente?
Cesare: Sono arrivato alla conclusione che suonare in giro non sia più il modo migliore per promuoversi. Ti macini chilometri e vai in posti dove non c'è nessuno che ti viene a sentire, quindi  inutile. Non incolpo i gestori dei locali, quanto il pubblico, che sembra spaesato e preferisce rifugiarsi in una non-musica come quella offerta dalle discoteche piuttosto che confrontarsi con l'offerta musicale attuale e che certo non può offrire band come Led Zeppelin o Toto, ma ha comunque tante belle cose da scoprire. 
Marco: Concordo, in particolare sono veramente stufo del monopolio delle tribute band nei locali italiani.
Paolo: Infatti facciamo dischi: un disco  un prodotto artistico che per essere realizzato coinvolge moltissime variabili, sia di natura artistica che tecnico-scientifica. Dietro a un disco ci pu˜ essere moltissimo lavoro, e la qualitˆ che può raggiungere  molto alta.

Volete lasciare un messaggio ai lettori?
Cesare: Un saluto a tutti, teniamo alto il nome della musica Italiana! Siamo tra i migliori al mondo, diamogliele sode! Hail and Kill!
Marco: la vostra recensione  stata fra le migliori mai ricevute

martedì 21 ottobre 2014

HERO OF TODAY: GRAVES OF NOSGOTH

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LO SCORSO MESE E' USCITO DR. FAUSTEN, ALBUM CHE SEGNA IL RITORNO DEI DEATHSTER MODENESI GRAVES OF NOSGOTH IN UNA NUOVA VESTE SINFONICA!

Ciao ragazzi e benvenuti su The Bible of Metal!
Ciao a tutto lo staff di The Bible of Metal, vi ringraziamo molto per averci chiesto questa intervista!

Ormai sono passati 3 anni dal vostro debut album, "Ex Tenebris Ad Lucem", cos'è cambiato da allora?
I cambiamenti da allora sono stati tanti e riguardano diversi aspetti della band. Per quanto riguarda la formazione, abbiamo dovuto salutare Eleonora Nanni e Luca Lometti - sostituito poi dall'attuale  cantante  Luca "Van Tammez" Tamelli - e di Thomas Volpari. In più la recente entrata della nostra voce femminile, Chiara Giordano. Per quanto riguarda invece i cambiamenti "musicali" possiamo notare un cambiamento di genere. Siamo passati da un Melodic Death abbastanza tradizionale a un Black/Death Sinfonico/Melodico e sicuramente è da farsi notare, anche la maggiore maturità dei componenti per quanto riguarda la stesura dei brani e la loro esecuzione.
In tutto questo ringraziamo Gabriele Bellini che ci ha seguito costantemente nella produzione dei nostri lavori, e Giacomo Salani che si è occupato del mastering, mixiring e recording.

Quando avete iniziato la stesura del vostro nuovo full lenght album Dr. Fausten?
Ormai si parla già di due anni. Nel 2012 abbiamo deciso di creare un album che ruotasse attorno alla splendida storia del Professor Johann Fausten.

Di cosa parla esattamente?
Come già accennato, questo album é un concept molto profondo, che tratta la storia di Johann Fausten. Per la precisione abbiamo deciso di ispirarci alla versione anonima di questo racconto, in quanto secondo noi è l'unica che veramente riesce a far immergere il lettore, nel nostro caso ascoltatore, nella successione degli eventi.
Per chi non conoscesse già questa storia, possiamo dire che Faust era un professore, uno studioso, che bramava la conoscenza infinita, il sapere assoluto. Questa sua fame di conoscenza lo ha portato a stipulare un patto con il demonio, il quale diceva che - in cambio della suddetta - Faust avrebbe, 24 anni più tardi, donato la sua anima al demonio stesso.
La sua vita attraverso questi anni inizia a diventare sempre più angosciante e dolorosa, fino a trasformarsi nient'altro che in un'attesa, quella della sua morte.
Allo scadere del ventitreesimo anno il demonio fa la sua comparsa e porta con se l'anima del povero professore, che viene trovato il giorno dopo dai suoi studenti fatto a pezzi.
Oltre al modo a nostro avviso molto efficace e angosciante in cui viene raccontata la storia, ci ha colpiti particolarmente la grande allegoria legata alla vita reale che questa storia porta con sé.

La settimana scorsa avete rilasciato il vostro nuovo video ufficiale per il brano "The Festering Pact" E' stata una bella esperienza la sua realizzazione?
La realizzazione è stata decisamente bella e divertentissima. Grazie al genio del regista Adriano Giotti abbiamo potuto dare vita a quello che a nostro avviso è un videoclip che riesce a far entrare lo spettatore nell'angoscia di cui parlavamo prima, in quel sentimento di insicurezza che pervadeva nel professore.

Potete parlarci in modo più approfondito del brano?
Questo è il brano che segna il punto cruciale della storia, ovvero quello in cui il Faust decide di firmare il patto con Mefisto. Egli non riesce più a resistere alla sua voglia di sapere e conoscenza e capisce che questa è l'unica decisione che lo renderebbe davvero felice, pur essendo conscio dell'errore che sta commettendo.
Se guardassimo, il percorso segnato dal concept come un mix tra sentimento di potere e angoscia, allora questo sarebbe l'unico punto in cui entrambe queste emozioni si incrociano. Punto dopo il quale inizia immediatamente il lento declino emotivo del professore, fino ad arrivare alla sua orribile morte.

Come descrivereste in breve il vostro nuovo album?
In breve possiamo definirlo un concept letterario profondo e deciso, che pur non rompendo la struttura originaria della storia riesce a colorare liberamente ogni brano con tante sfaccettature e sentimenti.

A Dicembre vi esibirete in un super-live insieme a Necrodeath, Necromass e Humangled, sarà una bellissima esperienza immagino!
Noi ce lo auguriamo e siamo molto fiduciosi. Ci stiamo impegnando tantissimo in queste settimane per preparare uno show unico che sia degno di una serata come quella alla quale siamo decisamente onorati di partecipare.
Cogliamo l'occasione per ringraziare Gabriele Bellini e la Quarock Records per averci chiamato per quello, che siamo sicuri sarà di certo un magnifico evento!

Qual è il live più bello in cui vi siete esibiti fino ad oggi?
Ognuna delle date è bellissima e unica nel suo genere, da ognuna di esse traiamo nuovi stimoli e nuova energia, impariamo ogni volta qualcosa di diverso. Quindi sono tutte speciali a loro modo. Ogni gruppo che ha suonato con noi è stata una rivelazione piacevole e ci piace conoscere nuove persone appassionate e piene di idee, quindi colgo l'occasione per ringraziare ogni band con cui abbiamo condiviso lo stesso palco.

Volete lasciare un messaggio ai lettori?
Li ringraziamo di cuore per tutto il supporto che ci danno, sia per noi che per tutti gli altri gruppi underground della scena Italiana. Continuando a leggere webzines e riviste cartacee esistenti, contribuite ad aumentare la visibilità di tutte le band che purtroppo, ingiustamente non hanno il loro spazio. Ne approfittiamo per ringraziare anche il nostro produttore Gabriele Bellini di Quarock Records per l'appoggio che ci da costantemente!