domenica 3 febbraio 2013

NON SOLO METAL: GODZILLA VS MEGALON (1973)

GODZILLA VS MEGALON
1973
Jun Fukuda
Azione, fantascienza


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La Morte Negli Occhi del Gatto
Le esplosioni atomiche che venti anni prima risvegliarono il possente Godzilla continuano a scuotere la terra provocando terremoti incredibili in grado di frantumare il suolo. Gli abitanti di un antico e mitologico continente, minacciati dalle continue scosse, decidono di rubare il robot di uno scienziato per guidare il proprio colossale guardiano, Megalon, ad attaccare Tokyo per convincere gli umani a smettere con la follia atomica.
Guidato da Jet Jaguar (il robot), il mostro arriva presso le prime abitazioni ed inizia a mettere a ferro e fuoco tutto ciò che incontra; apparentemente inarrestabile, gli scienziati creatori del robot decidono un'ultima disperata manovra per riprendere il controllo di Jet Jaguar e chiamare in proprio soccorso il mastodontico Godzilla.
Riuscirà la razza umana a sopravvivere ancora una volta?

Rilasciato nel 1973 e diretto da Jun Fukuda, Godzilla vs Megalon è uno dei tanti sequel che hanno fatto, oltre la storia dei monster movie, anche il background di quella che è la fama del lucertolone nipponico più conosciuto al mondo, Gojira.
In questa nuova avventura del bestione radioattivo, Fukuda si diverte a mettere in scena una storia che più si avvicina allo stile dei Power Ranger, Megaloman e simili, con mostri giganti, miniature di macchine militari, costumi sgargianti, un robot fin troppo umano ed un Godzilla saltellante che, più che del mostro terrificante e distruttore presentato appena un ventennio prima, sembra una versione mastodontica di un Teletubies (ricordiamo che quei cosi colorati, personificazione della demenza, nasceranno tra almeno tre decadi).
Combattimenti tra creature giganti a parte, Jun si dimostra incapace di gestire anche scene d'azione di stampo più tipicamente settantiano alla Starsky & Hutch tipo inseguimenti cittadini e combattimenti corpo a corpo, mostrando una telecamera fin troppo traballante, che non può che condurre al mal di mare.
Nonostante sia eccessivamente infantile e zoppicante, questo b movies si dimostra un simpatico So Bad is So Good, apportando ad una trama apparentemente seria e drammatica, una sana e involontaria vena comica.

VOTO

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