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lunedì 13 luglio 2020

BLAST FROM THE DUST: ARCHITECTURAL GENOCIDE - CORDYCEPTIC ANTHROPOMORPH (BRUTAL DEATH METAL)

CORDYCEPTIC ANTHROPOMORPH
ARCHITECTURAL GENOCIDE

13 Marzo 2020
Come dice il detto "Chi ben comincia è a metà dell'opera" e per quanto riguarda gli Architectural Genocide sembra siano partiti piuttosto bene con il loro disco di debutto che seppur proponga ben poco di nuovo si dimostra ruvido abbastanza per conquistare appassionati del brutal death senza troppa fatica.
Dato alle stampe lo scorso 13 Marzo su Comatose, Cordyceptic Anthropomorph è un grumo di ben otto tracce una più marcia dell'altra, diventando sempre più cupo man mano che ci si avvicina alla fine, chiudendo in testa-coda con una buona iniezione black che non guasta che si manifesta al meglio nel combo finale composto tra Abolishment of Human Existence e Burgeoning Necrosis, quest'ultima caratterizzata da un'interessante drumming. 
Una buona prova che dimostra una band che seppur ispirata a band come i Visceral Disgorge, sa comunque metterci del suo quanto basta per dar vita a un'opera senza fronzoli e assassina al punto giusto.

venerdì 10 luglio 2020

BLAST FROM THE DUST: COMANIAC - HOLODOX (THRASH METAL)

HOLODOX
COMANIAC

4 Settembre 2020
Cosa c'è di meglio per lavar via quest'aria malsana e pestilenziale a base di amuchina e covid19 se non un po' di caustico thrash metal? Se la pensate anche voi alla stessa maniera e siete degli intramontabili old school thrasher avrete pane per i vostri denti con il nuovo disco degli svizzeri Comaniac che a tre anni dal loro ultimo album, Instruction for Destruction, tornano a far parlar di se con un disco compatto e caustico a più non posso, vale a dire Holodox.
In uscita il prossimo 4 Settembre per Metalworld, questo caricatore ben fornito di 9 proiettili a punta cava non si propone di reinventare nulla, prendendo anzi spunto da big come Megadeth, Slayer e Kreator, ma allo stesso tempo senza standardizzare eccessivamente il proprio sound tra una traccia e l'altra, riuscendo in un disco decisamente più che godibile, per levar e lavar via ogni dubbio al riguardo le vocals caustiche di ? son quel che ci vuole, se poi c'è ancora qualcuno incerto il guitar work incisivo degli axemen ? gli darà sicuramente un taglio!

giovedì 25 giugno 2020

BLAST FROM THE DUST: AFTERBIRTH - FOUR DIMENSIONAL FLESH (BRUTAL DEATH METAL)

FOUR DIMENSIONAL FLESH
AFTERBIRTH

13 Marzo 2020
Tre anni sono passati dal loro precedente The Time Travel's Dilemma, i brutal deathster di Long Island, Afterbirth, tornano a far parlare di se con il nuovo album Four Dimensional Flesh, rilasciato lo scorso 13 Marzo sotto l'ala protettrice della Unique Leader Records.
Così come il precedente lavoro, il secondo genito di casa AB propone un buon lotto di quasi una dozzina di brani, sempre se includiamo Interlude e l'immancabile outro di stampo progressive che chiude degnamente un album che, pur volando più basso del precedente si dimostra comunque ben superiore alla media per atmosfera e varietà di sound, senza standardizzarsi e intrattenendo al meglio l'ascoltatore con spunti che vanno dal thrash all'heavy, senza sdegnare nemmeno qualche momento groove, di cui Swallowing Spiders si fa carico.
Un album fortemente eterogeneo quindi che potrebbe non piacere a puristi di uno o l'altro genere ma che per armonizzazioni e registrazione si dimostra ben al di sopra della media per ascoltatori a tutto tondo.
Segnali di sperimentazioni in studio? Chi può dirlo, nel frattempo "Ascoltateve sto disco e non rompete i c******i!"

mercoledì 24 giugno 2020

BLAST FROM THE DUST: BIRTH OF AVRORA - SAPERE AVDE (TECHNICAL DEATH METAL)

SAPERE AVDE
BIRTH OF AVRORA

?
Sarebbe bello poter avere una data di release, specie quando si ha tra le mani un'opera prima di questa portata, Sapere Avde è infatti il primo EP della giovane technical death metal band italo-danese Birth of Avrora, fondata nel 2000 da un'idea dei due axemen Diego Laino (Symbolic, ex-Ade) e Daniele Cozzolino.
Composto da appena 4 tracce (escludendo infatti l'intro e l'outro che incartano ad arte il tutto), con Sapere Avde i Nostri mettono a segno quattro colpi niente male dando vita a brani energici, aggressivi ma non per questo privi di una certa melodia, di cui sono esempio lampante le influenze fiamminghe nell'assolo di The Awakening, che ben si prestano a far da contrasto ad un precedente drumming martellante, e l'introduzione alla successiva Dreaming the Great Rebellion, il cui arpeggio svia quanto basta per permettere all'ascoltatore di essere investito in pieno dalla poderosità dell'attacco di vocals a seguire.
La seconda metà dell'opera vede il lato oscuro della forza prendere il sopravvento con le influenze black di Three Gates of Knowledge ed infine la velocissima Falling Between the Awareness of Existence.
Senza dubbio un buon antipasto al quale si spera farà seguito qualcosa di più sostanzioso.

mercoledì 27 maggio 2020

BLAST FROM THE DUST: HEX A.D. - ASTRO TONGUE IN THE ELECTRIC GARDEN (HARD ROCK)

ASTRO TONGUE IN THE ELECTRIC GARDEN
HEX .A.D.

21 Febbraio 2020
A distanza di un paio di anni dalla loro ultima fatica in studio, gli Hex A.D. di Rick Hagan son tornati a far parlare di se qualche mese fa con un nuovo album che, anche se di nuovo, nel senso stretto del termine, ha veramente poco da offrire; ma non per questo è un disco meno piacevole. 
Stiamo parlando di Astro Tongue in the Electric Garden, disco dalla fantasmagorica copertina rigurgitato dalla Fresh Tea Records e fagogitato successivamente dall'instancabile mare di band di matrice purpliana. Le nove tracce di cui si fa portatore questo full lenght dal titolo chilometrico hanno più da offrire di quanto salterebbe all'orecchio ad un primo e pure ad un secondo ascolto, infatti il quartetto spazia elasticamente aggiungendo alla propria tavolozza acustica tinte psichedeliche che arrivano quasi allo stoner in Deadly Nightshade, quest'ultima conta perfino contaminazioni industrial che son tutto dire, e Hawks & Doves; passando perfino per un pezzo in cui Black Sabbath e Maiden si incontrano dando vita a The Day the Sky Exploded.
Ciò detto, è il frutto di chi sa decisamente il fatto suo e che da il meglio di se in lunghe sessioni strumentali, come quelle della suite A Stone for the Bodies Not Found, sfortunatamente non si può vivere solo di luce riflessa.

venerdì 22 maggio 2020

BLAST FROM THE DUST: ZEBADIAH CROWE - HOST RIDER (BLACK/THRASH METAL)

HOST RIDER
ZEBADIAH CROWE

15 Giugno 2020
A raffreddare quest'estate all'insegna - si spera di no - della clausura penseranno gli extreme metallers inglesi Zebadiah Crowe che torneranno a far sentire le proprie asce il prossimo 15 Giugno con un nuovo e ben più che arcigno album, ossia Host Rider.
L'album si presenta sulla rampa di lancio della Lore Breaker e porta nella faretra sette frecce, una più ruvida dell'altra, con cui Forrthen e Horrid hanno ben pensato di proseguire gli esperimenti per rendere il proprio sound ancor più devastante, giungendo alla conclusione che era ora di sostituire la matrice mortifera con qualcosa di più thrash e diretti, pure restando pressoché bestiali dall'inizio alla fine dell'album, eccedendo forse nell'omogeneità tanto da far pesar più del necessario la neanche mezzora di durata dell'album, cosa tutt'altro che piacevole.
A render il disco degno di un ascolto, tuttavia, pensano i blast mitraglianti di Knucklebones, i buoni intrecci di A Horror to the Eyes of Saintly Men e Godblind and Destitute, quest'ultima dall'intro meglio caratterizzata del set, in grado di svegliare anche l'ascoltatore più disattento.

giovedì 21 maggio 2020

BLAST FROM THE DUST: ...AND OCEANS - COSMIC WORLD MOTHER (BLACK METAL)

COSMIC WORLD MOTHER
...AND OCEANS

8 Maggio 2020
Di ritorno sulla scena dopo quasi un ventennio dall'ultima release sotto il questo moniker, gli ...and Oceans risorgono dalla tomba per dar segni di non-vita più o meno palpabili grazie al loro piccolo gioiellino nero Cosmic World Mother.
Dato alle stampe lo scorso 8 Maggio (2020), tanto per festeggiare la mamma del pianeta con la vecchia data della festività, il combo finnico decide di adottare un sound se vogliamo più classico, fortemente nordico e vagamente atmosferico che ricorda moltissimo i loro colleghi ucraini Drudkh, tenendo in gran considerazione i giri armonici delle asce che, sempre taglienti come rasoi arrugginiti, fanno da perfetto contrasto alla bestialità della sessione ritmica, prova di ciò la danno ad esempio l'opener The Dissolution of Mind and Matter ma anche As the After Becomes the Before, arrivando a vere e proprie venature prog e space, rispettivamente con Five of SwordsHelminthiasis, lasciando qualcosa sul fuoco perfino per amanti del sound old school più grezzo con Apokastasis, che tuttavia in mezzo abbondanza stona decisamente un pochino e come contentino rende decisamente poco; ciò nonostante CWM è un'ottima prova di sperimentazione e fantasia ancora vivissime.

giovedì 14 maggio 2020

BLAST FROM THE DUST: GEEZER - GROOVY (PSYCHEDELIC/STONER METAL/ROCK)

GROOVY
GEEZER
29 Maggio 2020
Ad un anno di distanza dalla release dell'EP Spiral Fires, la psychedelic stoner rock band newyorkese Geezer tornerà più in forma che mai il prossimo 29 Maggio con il proprio disco di debutto Groovy.
Sulla rampa di lancio per la nostrana label dedita ai riffoni acidi, ossia Heavy Psych Sounds, Groovy si compone di ben otto brani uno più acido dell'altro, partendo dall'opener tutto pepe Dig, d'impronta classicamente 70s ma con pallide influenze grungeggianti nel refrain e proseguendo con brani sempre più retro ma aumentando l'orecchiabilità verso il giro di boa con le pur passabili Awake e Groovy, per poi tornare su sound più onirici con la coppia conclusiva Slide Mountain e Black Owl, quest'ultima fa da ciliegina sulla torta con i suoi 9 minuti a cavallo tra Black Sabbath e Iron Butterfly, mix che stuzzica parecchio i sensi, grazie ad un buon arrangiamento strumentale.
Fermo restando che non si tratta ovviamente di nulla di nuovo, con Groovy i nostri hanno allungato un pochino il brodo con qualche filler fastidiosa che controbilancia malamente la qualità delle altre tracce che diversamente ne avrebbero fatto una chicca davvero niente male per amanti del sound old school; resta tuttavia più che passabile, considerando la media.

martedì 12 maggio 2020

BLAST FROM THE DUST: TUPLE - WOODEN BOX (MELODIC HARD ROCK/AOR)

WOODEN BOX
TUPLE
26 Giugno 2020
Senza dubbio da un artista di questo calibro ci si sarebbe aspettati un debutto più scoppiettante e ricco di colpi di scena, sfortunatamente non tutte le ciambelle riescono col buco, c'è poi da dire che non è buon segno se questo accade ad un debut.
Il prossimo 26 Giugno sarà infatti disponibile nei negozi di dischi via AOR HEAVEN, il debut solo album di Tuple (Lazy Bonez, Tarot) dal titolo vagamente statico di Wooden Box, opera composta di quasi una dozzina di brani dalla forte impronta eighties, andandosi a piazzare tra l'hair metal più scontato alla primi bon jovi e l'hard rock melodico un po' pomp e ricco di tastierone.
Ricetta trita e ritrita (non manca proprio nulla, tipici pezzi da hit e ballad di chiusura compresi), orecchiabile sì, gli arrangiamenti son pure di medio alto livello specialmente nella prima metà del disco, sfortunatamente la registrazione delle vocals non va di pari passo con il resto della strumentazione, essendo decisamente troppo basse
Pochi disperati spunti interessanti tuttavia non mancano e fanno ben sperare che il musicista finlandese abbia in serbo altre frecce al suo arco, ma per ora il bersaglio è mancato.

venerdì 8 maggio 2020

BLAST FROM THE DUST: BLACK RAINBOWS - COSMIC RITUAL SUPERTRIP (PSYCHEDELIC/STONER METAL/ROCK)

COSMIC RITUAL SUPERTRIP
BLACK RAINBOWS

22 Maggio 2020
Nulla di meglio di un buon album per festeggiare le commemorazioni importanti, come per esempio il proprio quindicennale di attività. Quel che succede per l'appunto ai Black Rainbows, nostrana formazione da quel della città eterna.
La combo bianco-azzurra tornerà infatti a brevissimo con un disco polveroso ma allo stesso tempo accattivante, come può piacere ad amanti del sound di fine anni sessanta e inizio 70s, epoca d'oro dell'hard rock psichedelico a cui pure la band sempre così tanto attaccata, dando vita ad un disco che sta esattamente a metà via tra Motorhead e primissimi Black Sabbath, con sporadiche influenze quasi space che danno al loro approccio quel certo non so che che tante band tralasciano, alternando nelle dodici tracce di cui è composto questo nuovo Cosmic Ritual Supertrip, song dirette e cariche di mordente ad altre decisamente più oniriche (vedi The Great Design), non ai livelli di Planet Caravan, ma non per questo meno di classe.
Pur non inventando nulla o quasi di nuovo, con CRS i Black Rainbows dimostrano di avere ancora smalto e di dar vita a un album che si lascia placidamente ascoltare riserbando qualche sorpresa agli amanti dell'old school HR.

mercoledì 6 maggio 2020

BLAST FROM THE DUST: HELFRO - HELFRO (reissue) (BLACK METAL)

HELFRO
HELFRO

24 Aprile 2020
È passato quasi un anno dalla sigla del nuovo accordo discografico degli islandesi Helfrò con la poliedrica Season of Mist e quale occasione migliore per festeggiare se non la reissue del loro lavoro di debutto in attesa di nuova carne al fuoco.
Ebbene sì infatti l'omonimo album degli Helfrò altro non è che una ristampa ma che va accolta con tanto di cappello in quanto si tratta di uno di quei dischi che lasciano decisamente il segno e pregno di quel buon sound classico che va a prendere un po' dal black death centro nordeuropeo ed un po' dal black vecchia maniera, mettendo in pratica ciò che di buono i primi Mayhem ma anche band come Immortal e Behemoth possono aver insegnato, il tutto affiancato da sessioni strumentali decisamente fuori dall'ordinario, melodie oscure dai riff decisamente affilati, affiancati ad un drumming mitragliante e voci al vitriolo che fanno il loro sporco lavoro, anche se non sempre registrate in modo degno.
C'è da dire che spacciare una reissue per qualcosa di nuovo lascia un pizzico l'amaro in bocca, specie quando hai per le mani un disco come questo. Qui di nuovo ci sono giusto l'opener Afeitrun e l'artwork, per altro degna anch'essa di rappresentare un disco di tutto rispetto. 

giovedì 30 aprile 2020

BLAST FROM THE DUST: AL NAMROOD - WALA AT (ORIENTAL BLACK METAL)

WALA AT
AL NAMROOD

22 Giugno 2020

I bei ritorni fanno sempre piacere e questo certamente non sarà da meno, specie per tutti i fans dei Melechesh, gli Al Namrood tornano infatti a metter fuori la testa dal loro nero e sabbioso guscio arabico con un nuovo ed esotico album quale Wala At.
In uscita a due anni dal precedente disco, il nuovo dieci pezzi dell'oscuro duo si presenta pesante il giusto ma straordinariamente ben arrangiato nelle sessioni strumentali, con qualche piccolo inserto atipico tipo colpi di coda thrashosi che hanno un loro perché, che nell'opener Sahra Yaesa calzano benone, sfoderando pure qualche stoccata più heavy, invece, in altri quali Al Shareef Al Muhan ed Aar Al Estibad, rendendole un po' più dirette ed orecchiabili.
Va detto che Wala At si apre con un'intro di dubbia utilità, i brani dell'opera son già abbastanza atmosferici di loro, inoltre certi brani hanno un che di standardizzato e riempitivo che allungano palesemente il brodo, nella seconda metà troviamo infatti Alhallaj e Wahum Althaat dei quali l'album avrebbe sicuramente fatto a meno. Nonostante ciò siamo tuttavia di fronte a un album ben sopra la media.

martedì 28 aprile 2020

BLAST FROM THE DUST: BARISHI - OLD SMOKE (PROGRESSIVE/PSYCHEDELIC METAL)


OLD SMOKE
BARISHI

24 Aprile 2020
Di ritorno sulla scena dopo ben quattro anni di silenzio in un periodo tutt'altro che roseo, l'extreme prog metal band del Vermont, Barishi torna a far parlare di se con un buon album vaporoso ma anche un po' caustico, dal titolo tutt'altro che fuorviante di Old Smoke.
Nel corso di queste quattro primavere trascorse dal precedente Blood from the Lion's Mouth, il combo si è ben tirato su le maniche, confezionando un album decisamente più impegnato e impegnativo dalla tracklist decisamente breve, cui brani, eccezion fatta per Cursus Ablaze, hanno una durata minima non inferiore ai sei minuti. Fortunatamente negli arrangiamenti strumentali la band ha fatto un lavorone, trasformando questo vecchio fumo in qualcosa di sì stantio e un po' psichedelico, ma arricchendolo il più possibile con un growling ruvido che calza piuttosto bene a sottolineare una certa grevità omogenea o perfino dando una tinta più cinematico o perfino onirica, rispettivamente in The Long Hunter e nella title track, una lunga suite di 13 minuti che tuttavia non pesano per nulla.
Sicuramente un'ottima prova, quel che ci si aspetta da un "terzo album" per ogni band che si rispetti.

venerdì 24 aprile 2020

BLAST FROM THE DUST: FOETAL JUICE - GLUTTONY (DEATH METAL)

GLUTTONY
FOETAL JUICE
12 Giugno 2020
Sarà disponibile dal prossimo 12 Giugno il secondo album dei deathster inglesi Foetal Juice, dal titolo Gluttony, una ghiottoneria dal sound quanto mai interessante, per il quale i nostri hanno a pieno sfruttato i quattro anni che lo separano dal precedente Masters of Absurdity.
Forti della recente sigla di un accordo con Gore House, il combo ha infatti messo a punto a tavolino un oscurissimo e martellante death con infiltrazioni black e ricco venato di un buon e classico thrash tagliente, in grado di rivoltare l'ascoltatore da capo a piedi in men che non si dica, vanificando i presupposti di chi, magari ingannato dalla copertina, si possa trovare davanti l'ennesimo disco goregrind di quartiere. Scherzetto mica male che ai nostri riesce fin dalla tanto veloce, quanto ben arrangiata opener Take Your Face for a Shit e che prosegue, accompagnando l'ascoltatore attraverso una mix di moshing song come Venomous Domination ed altre dal clima decisamente più cupo come Antagonistic Bastard.
A stonare un po' in tutto ciò è senza dubbio la registrazione, tuttavia questa golosa ghiottoneria marcia saprà come ricompensare.

mercoledì 22 aprile 2020

BLAST FROM THE DUST: GREYHAWK - KEEPERS OF THE FLAME (POWER/HEAVY METAL)

KEEPERS OF THE FLAME
GREYHAWK

16 Giugno 2020
Sarà disponibile dal prossimo 16 Giugno su Fighter Records il disco di debutto della power heavy metal band Greyhawk dal tanto altisonante quanto banale titolo di Keepers of the Flame, frutto della fatica in studio dei Nostri di Washington è infatti un disco tutto pepe dall'evidente influenza rivolta ai più noti Judas Priest di fine anni 70, andando a puntellare il tutto con un po' di Riot, che son di casa, e dei più pomposi Hammerfall, dando un risultato piuttosto potente e deciso, anche se trito e ritrito, ma non per questo meno orecchiabile, suonano infatti benone i giri armonici di The Rising Sign e Black Peak, entrambe caratterizzate da buon eccellente componente melodica ed un buon assolo nella seconda metà.
Indubbiamente le capacità ai nostri non mancano sotto il profilo tecnico, speriamo che in un prossimo futuro si applichino un po' di più alla ricerca di un sound un po' meno derivativo e più personale.

lunedì 20 aprile 2020

BLAST FROM THE DUST: I AM DESTRUCTION - NASCENCY (BRUTAL DEATHCORE)

NASCENCY
I AM DESTRUCTION
24 Aprile 2020
Quando la classe non è acqua alle volte lo si nota fin dalla prima impressione. Alle volte esser frettolosi di giudizio non è cosa propriamente savia, tuttavia in questo caso possiam fare un'eccezione, poiché gli I Am Destruction con il loro disco di debutto, Nascency, dimostrano senza dubbio di saperci fare.
In uscita a due anni dalla pubblicazione del loro EP Violence Devours e sotto la putrida ala protettrice dell'extreme metal label Unique Leaders Records, questo quintetto assassino non lascia praticamente nulla al caso e dopo una buona intro di stampo cinematicamente horror, degno di Hostel, ci butta addosso una valanga di riff uno più pesante e tagliente dell'altro supportato da un drumming sempre mitragliante e preciso: l'effetto di Propogated by Abnormality, vera opener del disco, è un po' quello di un diretto in pieno viso, che ti lascia tramortito per poi stenderti definitivamente con la pur micidiale ma più diretta Ruinous Phantasm, che vede un buon intreccio di vocals fare la loro parte; macinando per bene l'ascoltatore pezzo dopo pezzo, passando da pezzi quasi d'impronta progressive come Divine Infestation e chiudendo con l'immancabile title track, per finire in bellezza brutale il lavoro.
Pur non inventando nulla di nuovo i nostri riescono a produrre un disco ben sopra la media in quanto arrangiamenti e songwriting.

venerdì 17 aprile 2020

BLAST FROM THE DUST: DRACONIS - ANTHEM FOR AN ETERNAL BATTLE (DEATH METAL)

ANTHEMS FOR AN ETERNAL BATTLE
DRACONIS

31 Luglio 2020

A due anni dalla doppia release di The Beginning of the End e Spreading the Virus, i deathster argentini Draconis tornano a far parlare di se con un nuovo album tutto fumo e niente arrosto ma del quale siamo qui a parlare, vale a dire Anthem for an Eternal Battle, dal titolo, se non altro più creativo dei precedenti.
Freschi di accordo discografico con Brutal Records, i cinque satanassi ispanici daranno alle stampe questo calibro pesante che conta ben 9 proiettili nel caricatore, sfortunatamente quasi tutti a salve, eccezion fatta infatti, perdonate il gioco di parole, per qualche lieve infiltrazione sludge (nell'opener) e perfino nwobhm, l'album arriva a standardizzare fin troppo presto il proprio sound, rendendo la seconda metà della tracklist una pappetta sabbiosa difficile da mandar giù, perfino a forza.
Alzano la media di questa paccottiglia di second'ordine Inner Quest, con una magnifica intro melancolica al punto giusto ed un successivo attacco assassino, e per finire Ship of Illusions, brano dal ritmo in crescendo ed ovviamente violento al punto giusto.

giovedì 16 aprile 2020

BLAST FROM THE DUST: ABYSMAL DAWN - PHYLOGENESIS (TECHNICAL DEATH METAL)


PHYLOGENESIS
ABYSMAL DAWN

10 Aprile 2020
Il tempo è decisamente un fiume in piena ma cosa più importante a senso unico, poco importa che tu sia ci faccia caso o meno, esso andrà sempre avanti ed ogni secondo perso a tentennare è un secondo buttato per far di meglio o come minimo qualcosa di più costruttivo, a meno che il tempo speso non sia in riflessioni e per la costruzione a DOP di qualcosa di degno di tale investimento. Così è stato per gli Abysmal Dawn con il loro nuovo album Phylogenesis
Tre anni dopo la firma del contratto con l'eclettica label underground, la death metal band dall'anima nera e dal cerebro polimorfico, tira fuori dal cilindro il tentacolare Phylogenesis, quinta fatica in studio a ben sei anni dal precedente Obsolescence, nel quale vengono messi senza dubbio in primo piano le sessioni strumentali, quelle di Mundane Existence per esempio ti mettono subito in riga, grazie ad un guitar work articolato e ben intrecciato ad un drumming decisamente assassino che ti polverizza con un blast finale. Un opener coi fiocchi fatta per far capire all'ascoltatore che è tempo di drizzare le antenne ed affinare i sensi, poiché gli intrecci, senza nulla togliere al rabbiosissimo vocione di Charles Elliott, nell'album sono all'ordine del giorno. Non mancano tuttavia brani più terra terra e "da pogo", nei quali la band assale a testa bassa un tutto ciò che trova sul suo cammino, come A Speck in the Fabric of Eternity. Chiude il cerchio The Lament Configuration, brano decisamente più cupo, dalle ritmiche quanto mai variegate.
Pur non inventando granché di già sentito, gli Abysmal Dawn con Phylogenesis si son saputi reinventare al meglio mettendo ben a frutto il tempo speso e servendo rovente un piatto che di sicuro non resterà indigesto.

mercoledì 15 aprile 2020

BLAST FROM THE DUST: VIROCRACY - IRRADIATION (DEATH METAL)

IRRADIATION
VIROCRACY

20 Marzo 2020

Indubbie sono le influenze apportate da una o l'altra band e certamente gli Arch Enemy nel loro primo periodo di attività hanno contribuito all'evoluzione del death in una certa qual maniera, la potente voce della Gossow unita a sessioni strumentali spaziali hanno lasciato il segno in modo inequivocabile, grazie a loro infatti possiamo oggi ascoltare band potenti ed aggressive ma in una certa qual maniera eleganti come per esempio i tedeschi Virocracy che lo scorso mese hanno rilasciato il proprio debut album Irradiation su Black Sunset, attingendo ad ampie mani dai ben più noti deathster svedesi e iniettando una sana dose di prog in questa già pomposissima radice, dando vita ad un album dalle ritmiche piuttosto variegate ed alle volte non esenti da sperimentazioni, come per esempio un'uscita quasi fiamminga nell'assolo di Initio o perché no uscite più core e quasi ermetiche specie nella seconda metà del disco, questi ultimi esperimenti probabilmente meno riuscii che vanno a spezzare la compattezza di un riffing al vitriolo, rendendolo un colpo a salve.
A prescindere dalla derivatività dei nostri Irradiation mostra di sicuro una band ancora in fase di ricerca, al netto di qualche soddisfazione, per le quali di sicuro ne vedremo delle belle.

venerdì 10 aprile 2020

BLAST FROM THE DUST: BENIGHTED - OBSCENE REPRESSED (BRUTAL DEATH METAL)

OBSCENE REPRESSED
BENIGHTED
10 Aprile 2020
La scena dell'extreme metal francese continua a partorire sorprese sempre nuove ed i Benighted fanno nuovamente parte dei migliori in campo nel settore con il nuovissimo Obscene Repressed, album in uscita il 10 Aprile (oggi) su Season of Mist, ben tre anni dopo la release dello scorso e pur buono Necrobreed. Il cambio alla line up che è consistito nell'ingresso del batterista Kevin Paradis e dell'axeman Fabien Desgardins (che per altro avevano già dato prova di saperci fare nell'EP Dogs Always Bite Harder Than Their Master) ha portato con se sicuramente nuove energie e nuova ispirazione dando vita a un disco che seppur brutale a bestia presenta spunti interessanti come influenze al hardcore come in Implore the Negative o perfino uscite jazz come nella sessione strumentale di Muzzle, contaminando la tracklist un po' qui ed un po' lì di riff dallo stampo decisamente più death/thrash che faranno venir la lacrimuccia a un pubblico più nostalgico e di gusti semplici.
Sembrava difficile far di meglio dopo Necrobreed ma sembra che i nostri ce l'abbiano fatta.