sabato 21 aprile 2012

NON SOLO METAL: ARCTIC BLAST - ATTACCO GLACIALE (2010)


ARCTIC BLAST
2010

Brian Trenchad-Smith
Drammatico


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Seguendo l'esempio di film come The Day After Tomorrow, Brian Trenchad-Smith mette in atto la produzione di Gina Black e Stefan Wodoslawsky traducendola in una buona ora e mezza scorrevole senza troppi intoppi, con un film ispirato ma non troppo. Un film che come molti simili denuncia lo stato d'inquinamento della Terra a condotta dell'uomo che per circa un secolo non ha fatto altro che spremere il pianeta, insozzandolo con liquami e gas mortiferi; tutto ciò come sempre a suo danno.

Nonostante la grafica del film sia piuttosto deludente (l'effetto congelante dei malcapitati e degli oggetti) nonostante i milioni di dollari investiti (la bellezza di 5Ml di dollari!), il film risulta guardabile grossolanamente parlando, ma lo sarebbe pure di più se la logica della trama tenesse il passo con la tensione che “magistralmente” nonostante tutto viene a crearsi, in quanto il regista Brian riesce a far avvicinare lo spettatore ai protagonisti del film.

Durante un'eclissi di Sole, l'ombra creata sulla terra raffredda a tal punto la mesosfera da creare un foro nell'atmosfera terrestre, tale da far precipitare la temperatura dell'aria, creando così un fronte freddo assassino a -60°C in grado di congelare qualunque cosa al semplice contatto. Toccherà allo scienziato Jack Tate scoprire il modo per fermare questa inevitabile seconda era glaciale che rischia di spazzare via l'umanità.

Detta così sembra anche una trama avvincente, tuttavia non dimentichiamoci che gli inverni russi sono molto rigidi ed anche se hanno ucciso almeno un paio di eserciti spavaldi, certamente non l'hanno fatto in pochi secondi, cosa che invece il fronte freddo in questione è in grado di fare (ricordiamoci che si parla di un'iniziale temperatura di -60°C, ridotta alla metà con l'arrivo sulle coste, una temperatura di -30°C uccide ma non in una manciata di secondi!) congelando praticamente all'istante qualunque cosa.
Come se non bastasse, i “riferimenti” a The Day After Tomorrow si fanno più intensi quando all'arrivo del fronte freddo lo scienziato Jack dice alla moglie (rifugiatasi coi propri genitori nella casa rurale di questi ultimi) di bruciare tutto ciò che c'è di combustibile.

Nonostante la logica traballante, il film fa il suo sporco lavoro intrattenendo al meglio lo spettatore con lo spettacolare effetto della nebbia che avanza congelando qualunque cosa ed uccidendo chiunque trovi sul proprio cammino (richiamando sfortunatamente anche The Fog). Un film godibile su più punti di vista pur non raggiungendo mai il top.

VOTO:

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